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Economia Russia
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Economia Russia

Più di un decennio dopo il collasso dell'Unione Sovietica nel 1991, la Russia sta ora tentando di sviluppare un'economia di mercato e di conseguire una crescita economica più consistente. Dopo il 1991, l'economia russa, in precedenza pianificata e controllata dalle autorità centrali, subì una severa contrazione per cinque anni, mentre governo e parlamento non riuscivano a porre in essere le necessarie riforme e l'antiquata struttura industriale del paese affrontava un serio declino.

Dopo l'era sovietica, la Russia visse una prima, limitata ripresa nel 1997, in cui si mostrarono i segni di un'influenza del libero mercato. In quell'anno si verificò la crisi finanziaria asiatica che portò in agosto al deprezzamento del rublo e, nel 1998 al default del debito pubblico. A ciò conseguì la recessione, un forte deterioramento dei livelli di vita e un'intensa fuga di capitali all'estero.

L'economia iniziò a riprendersi nel 1999, grazie alla debolezza del Rublo, che rese più cari i prodotti importati e incoraggiò la manifattura locale. In seguito, si entrò in una fase di rapida crescita, in cui il PIL è cresciuto del 6.7% in media annua dal 1999 al 2005, sulla scorta del rublo debole, di più alti prezzi del petrolio, della maggiore produzione industriale e una maggiore vivacità dei servizi. Il paese ha un forte attivo nella bilancia commerciale, grazie anche alle barriere protezioniste che, assieme alla diffusa corruzione, ostacolano le piccole imprese straniere ad esportare in Russia, senza consistenti appoggi in loco. Alcuni di questi ostacoli dovrebbero venire meno, a seguito dell'adesione della Russia al WTO. Nel 2004 la crescita del PIL è stata del 7,2 % e nel 2005 del 6,4 %. Attualmente quella russa è la nona economia del mondo e la quinta in Europa. Se venisse mantenuto questo livello di sviluppo, in pochi anni la Russia diventerà la seconda economia europea, dopo la Germania.

La ripresa e i rinnovati sforzi governativi (nel 2000 e nel 2001) di avanzare sul terreno delle riforme strutturali, hanno aumentato la fiducia di imprese e investitori sulle prospettive della Russia. Il settore delle materie prime, come petrolio, gas naturale, metalli e legname, costituisce l' 80% delle esportazioni, con la conseguenza che il paese è fortemente vulnerabile alle variazioni dei mercati internazionali. Le esportazioni dell'industria militare, dopo un periodo di crisi, costituiscono ora la seconda voce attiva, dopo le materie prime. Negli ultimi anni, peraltro, un altro fattore positivo per l'economia è stata la crescita della domanda interna (del 12% annuo tra il 2000 e il 2005).

Lo sviluppo del paese è stato estremamente disuguale: la regione di Mosca, in cui si concentra solo un decimo della popolazione complessiva, produce un terzo del PIL.

Al tempo degli zar l'agricoltura era dominata dalla proprietà nobiliare, che concedeva la terra ai contadini, a tutti gli effetti servi della gleba, secondo canoni medievali. Siccome la Russia possiede l'immensa distesa della steppa, in cui si dispiega la fertilissima "terra nera", il černozëm (чернозём), la miseria dei contadini consentiva grandi esportazioni di grano verso il mercato europeo. Il comunismo puntò, secondo la dottrina di Kautsky, sulle grandi aziende collettive, che dimostrarono la propria inefficienza, tanto che tutto l'allevamento russo dipendeva, negli ultimi anni del Regime, da ingenti importazioni di cereali foraggeri dall'America. Sciogliere le grandi aziende collettivi, kolkoz e sovkoz, per creare aziende private, si è rivelato impegno oltremodo arduo, siccome gli operai delle aziende collettive non avevano alcuna educazione imprenditoriale. Anche la sostituzione delle grandi macchine, quasi sempre inefficienti, delle aziende pubbliche, con macchie adatte ad aziende private si è rivelato compito oltremodo arduo. Nei primi anni dopo la conclusione dell'esperienza comunista la Russia ha sofferto di penuria alimentare. Lentamente l'immensità delle risorse, in primo luogo la vastità delle distese fertili, ha iniziato a essere sfruttata più razionalmente, e la Russia ha ripreso anche un piccolo ruolo di esportazione, ruolo fluttuante siccome i consumi interni, ancora modestissimi, dovranno crescere in misura ingente

Bandiera Russia

Russia

  • Superficie: 142400000
  • Capitale: Mosca
  • Lingua: Russo
  • Ordinamento: Repubblica semipresidenziale federale
  • Prefisso telefonico: Russia
  • Targa: RUS
  • Moneta: Rublo

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