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Bandiera Russia

   

Storia della città di San Pietroburgo

Lo Zar Pietro il Grande fondò la città il 27 maggio (16 maggio nel calendario giuliano allora in vigore) 1703 dopo aver conquistato alla Svezia i territori attraversati dalla Neva. Diede alla città il nome del suo santo patrono, l'apostolo San Pietro. Il nome originale di Sankt Piter burkh era in realtà olandese; Pietro il Grande aveva vissuto e studiato in quel paese per un periodo di tempo ed era un ammiratore della corte e dell'architettura olandese. Le fortezze svedesi di Nyen e successivamente di Nöteborg avevano in precedenza occupato l'area, nelle paludi dove la Neva sfocia nel Golfo di Finlandia. I servi fornirono gran parte della manodopera per il progetto, che comprese il prosciugamento delle paludi e la costruzione degli edifici. Secondo una delle stime morirono 30.000 persone.

San Pietroburgo venne fondata per divenire la nuova capitale della Russia. In virtù della sua posizione sul Mar Baltico era una finestra sull'occidente, che permetteva gli scambi commerciali e culturali. La Russia sarebbe stata uno dei principali partner commerciali della Gran Bretagna negli anni a venire. Era anche la base della marina di Pietro il Grande, protetta dall'isola-fortezza di Kronstadt. Prima della costruzione di San Pietroburgo la base per il commercio verso il resto dell'Europa era Arcangelo.

Nel tardo XIX secolo, la città era divenuta il centro culturale della nazione, con compositori (come I cinque grandi), artisti, e socialisti. Il gruppo anarchico "Narodnaja Volja" (Народная Воля), "Volontà del Popolo" fu responsabile dell'assassinio di Alessandro II nel 1881. La Rivoluzione Russa del 1905 iniziò qui e si diffuse rapidamente nelle province. Durante la prima guerra mondiale, il nome Sankt Peterburg era visto come troppo germanico e la città venne ribattezzata Petrograd su iniziativa dello zar Nicola II.

Il 1917 vide l'inizio della Rivoluzione Russa. Il primo passo, in febbraio, fu la rimozione del governo zarista e l'istituzione di un sistema multi-partitico. Il nuovo governo non durò e venne seguito dalla Rivoluzione d'ottobre, coi Bolscevichi in carico del governo, e dalla guerra civile. La vicinanza della città alle armate anti-bolsceviche costrinse il capo rivoluzionario Vladimir Lenin a fuggire verso l'allora ex-capitale di Mosca il 5 marzo 1918. La mossa era intesa come temporanea (sicuramente venne dipinta come tale), ma Mosca da allora rimase la capitale. Con la morte di Lenin nel 1924, la città venne ribattezzata Leningrad in suo onore.

Un ricordo di quest'epoca è anche l'Incrociatore Aurora, che diede il segnale dell'inizio della rivoluzione e che, dopo essere stato auto-affondato durante la seconda guerra mondiale, è stato riportato alla superficie, facendo ancor oggi bella mostra di sé alla fonda nella Neva.

Se l'emancipazione dei servi da parte di Alessandro II aveva causato un massiccio afflusso di persone e la costruzione di edifici in periferia, la rimozione del governo in favore di Mosca causò un'emigrazione di massa. I benefici di città capitale erano passati a Mosca. La popolazione di Pietrogrado nel 1920 era un terzo di quella che era stata nel 1915 (vedi tabella più sotto).

Durante la seconda guerra mondiale, la città venne circondata ed assediata dall'esercito tedesco dall'8 settembre 1941 fino al 27 gennaio 1944, per un totale di 29 mesi (vedi Assedio di Leningrado). Un corridoio per i rifornimenti e l'evacuazione, che correva attraverso la linea del fronte, venne approntato il 18 gennaio 1943, ma era aperto agli attacchi aerei tedeschi. Si stima che qualcosa come 800.000 dei tre milioni di abitanti della città siano morte durante l'assedio: un enorme monumento è stato eretto in loro ricordo in Ploschad Pobedy, piazza della Vittoria. (Secondo alcuni storici, il leader sovietico Josif Stalin ritardò la rottura dell'assedio e ostacolò l'evacuazione della città per il suo desiderio di frenarne le tendenze al libero pensiero e alla sofisticatezza intellettuale).

Il nome originale, San Pietroburgo, venne ripristinato il 6 settembre 1991, con un referendum popolare dove la maggioranza per il vecchio nome (54%) non fu cosi' larga. Comunque, il nome dell' Oblast (la provincia amministrativa) di cui la città è capitale rimane Oblast di Leningrado e ogni 9 maggio la città torna per un giorno a chiamarsi Leningrado in memoria dell'assedio.

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